martedì 31 luglio 2007

La costituente del partito oligocratico

Non c’è bisogno di convention o primarie. Il partito oligocratico è sempre tra noi.
La conventio ad excludendum è perennemente in agguato e costituisce lo strumento più forte per l’autoconservazione di una casta politica trasversale, che tralascia il contatto con i cittadini (cellula primigenia, anzi essenza stessa della politica), ritenendo, con presunzione, di essere il filtro di tutto ciò che riguarda la cosa pubblica.
Vi siete mai chiesti cosa mai si dicono i politici nei loro conventicoli privati? Non è forte la sensazione che avvenga qualcosa alle nostre spalle, a nostra insaputa e senza la nostra partecipazione?
Noi crediamo invece ad una dimensione partecipata della democrazia. E non vogliamo rinunciarvi: “uscire da soli dai problemi è egoismo, uscirne insieme è politica” ammonisce Don Milani in “Lettere ad una professoressa” e come più volte abbiamo ricordato.
E’ ancora possibile vivere la politica come partecipazione democratica? O dobbiamo rinunciarvi?
E’ ancora possibile pensare e tendere a cose alte?
Io spesso penso ai discorsi che si scambiavano i Padri costituenti. E li metto in contrasto con l’inconsistenza delle vuote parole dei “nostri” politici che, anche tra loro - nei corridoi del potere e alle cene degli “esclusi” - fanno a gara a rincorrere l’effimero di turno, per essere appagati da un irragiungibile primato.
E poi: possiamo accontentarci di essere solo spettatori?
Attendo una vostra risposta

3 commenti:

Clark Kent ha detto...

caro Biamonte non illuderti che la società civile sia necessariamente meglio della classe politica o,almeno, non è sempre esattamente così. fai bene a non arrenderti ma sarà faticosissimo(stanno tentando di spartirsi tutto atabolino).
clark
Ps. hai letto il mio post su bassoilino e soprattutto i commenti al post??

giovannone ha detto...

Voglio iscrivermi anche io a questo partito oligocratico. Chi sa che non ci sia un po' di trippa anche per me... eh eh

Anonimo ha detto...

Un grande grazie a Lepore, Procuratore della Repubblica di Napoli per le parole di questi giorni sulla questione rifiuti. Una vera voce fuori dal coro, visto che i giornali hanno sempre e solo riportato notizia della gara di solidarietà manifestata dalla classe politica a Bassolino.
Nessuno però si è premurato di ascoltare gli animi dei cittadini spossati dall'ennesima conferma che il luogo in cui la sorte ci ha chiamati a vivere è la negazione di ogni diritto fondamentale (compresi quelli alla tutela dell'ambiente e della salute), oltre che il trionfo dell'inerzia ad ogni livello.
Una grande delusione per l'atteggiamento mostrato da quello che pensavamo fosse uno di noi e nel quale abbiamo creduto.
Invece di chiamare a raccolta la sua corte, segno che l'impero sta crollando (confermando l'atteggiamento vicereale che ormai lo contraddistingue), sarebbe stato più apprezzato se avesse mostrato un pizzico di umiltà.
E ancora, se in questi anni, invece di circondarsi di uno stuolo di yesmen servili (e fintamente di sinistra), avesse camminato in mezzo a noi - mostrando quel poco (ormai niente) di comunista che ancora gli rimaneva - tutto sarebbe stato diverso.