giovedì 5 luglio 2007

Piccoli saggi crescono

Come sostiene Platone nella Repubblica, “A meno che i filosofi non regnino negli stati o coloro che oggi sono detti re e signori non facciano genuina e valida filosofia, e non riuniscano nella stessa persona la potenza politica e la filosofia, non ci può essere una tregua di mali per gli stati e nemmeno per il genere umano”.

In breve, l’auspicio per i mali del genere umano e della società è riposto nel governo dei “sapienti” o “saggi” che dir si voglia.

A leggere i titoli dei giornali che ci “narrano” l’epopea del sempre più nutrito gruppo di “saggi” (prima 40, poi 60 infine, ad oggi, 78), nel comitato provinciale del costituendo Partito democratico, c’è da dormire sonni tranquilli per il nostro futuro.

Ammesso che sia dato comprendere da chi discenda l’attribuzione di questo epiteto e quale esame debba superarsi per entrare in un novero così esclusivo (al punto da innescare una gara al “ripescaggio”) ed essere qualificati saggi.

Così come, senza scomodare Hegel, sarebbe interessante individuare i criteri utilizzati per discernere i veri appartenenti alla “società civile”, che sono davvero meritevoli (bontà loro) di una cooptazione in questa squadra.

Novità o istinto di autoconservazione?

6 commenti:

Anonimo ha detto...

a quanto è arrivato il numero oggi?

Clark Kent ha detto...

buona idea questo nuovo blog
complimenti
clark

Giovanni ha detto...

I saggi staranno meditando, è un po' di giorni che non se ne sente parlare. Né si ha notizia della loro moltiplicazione...

Anonimo ha detto...

I soliti noti.
Li elenchiamo? O iniziamo il gioco di attribuirli all'enstabilishment che governa in modo immutabile la città?

ex bassoliniano ha detto...

Azzeriamo tutto. Punto e a capo. Nomi nuovi. Pensieri nuovi. Libertà di agire e pensare. Democrazia

Anonimo ha detto...

E' vero che fine hanno fatto i saggi del partito democratico?