martedì 30 ottobre 2007

"Ri"organizzare la speranza



"Organizzare la speranza": l'eredità di Giovanni Paolo II lasciata dopo la sua lunga (ben tre giorni) visita pastorale del 1990.
Una frase divenuta storica.
E chi di noi dimentica gli striscioni, carichi di disperazione e speranza, branditi dalle vele di Scampia?
Non meno difficile di oggi il periodo che la città attraversava allora, attanagliata nei suoi problemi di sempre.
Che cosa resta del messaggio di speranza di Giovanni Paolo II? E' possibile "ri"organizzare la speranza di Giovanni Paolo II? Voglio credere ancora di sì. A condizione che venga consentito a tutti di partecipare.
Fin tropo la nuova classe politica si è arroccata nelle sue stanze, sorda alle mille energie del territorio. E' per questo che avrebbe fatto bene a "uscire dai palazzi", come veva esortato il cardinale Sepe, invece di insuperbirsi per il monito e rimbrottare come sempre ha fatto nei confronti di chi ha levato, anche solo timidamente, delle voci critiche.
Il governo della città non è un fatto privato, ma condiviso. E di condivisione del percorso non c'è proprio nulla.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sarebbe bene che i potenti scendessero dai troni e incominciassero a servire

Anonimo ha detto...

Un monito per tutti noi

Alfredo ha detto...

Credo che la riorganizzazione passi innanzi tutto dalle istituzioni. Da chi sta a capo e non scende tra la gente, nè consente ai cittadini di condividere il percorso di governo.
Questi omuncoli politiconzoli possono urlare e strepitare quanto vogliono, dire che non è così, che siamo antipolitici ecc. Se la vedranno con la loro coscienza. Loro, di certo, non sono più e meglio di noi. E se sono al potere lo devono solo alle logiche di palazzo.

Anonimo ha detto...

Niente speranza con questi politici che pensano ai fatti loro.

Anonimo ha detto...

Di fronte ai fatti di violenza degli ultimi giorni sembra che la speranza non possa proprio essere "riorganizzata". Ma, pur sempre, è l'ultima a morire...