giovedì 10 aprile 2008

My deliberative democracy

Lasciata alle spalle la crisi di rappresentatività indotta da un sistema politico bloccato ed autoreferenziale, il nuovo traguardo è rappresentato dall’evoluzione verso una democrazia deliberativa.
Avendo ben presente, mutuandola dalla lingua inglese, la doppia radice semantica dell’aggettivo «deliberativo» (deliberative), inteso al tempo stesso come espressione sinonimo di «decisione», ma anche di «discussione».
Mi piace, allora, pensare ad una «democrazia di prossimità», dove la partecipazione dal basso diviene essenza stessa della politica, aspirando ad un rapporto osmotico governanti – governati nell'ambito di processi inclusivi.
In un momento storico in cui la contumelia dell’attacco alle Istituzioni – espressione dei valori costituzionali in cui noi tutti dobbiamo riconoscerci - è eretta a stile di vita e costituisce l’indice sistematico di una insofferenza verso tutto ciò che ci unisce nel bene come «cittadini», e dove la demagogica fuga dalle responsabilità (compreso il disinteresse per la cosa comune e la tentazione di astenersi in occasione delle competizioni elettorali) diviene la strada più facile da percorrere da parte di persone comprensibilmente deluse, ritengo più che mai necessario un moto di orgoglio da parte di ciascuno.
La democrazia cammina sulle nostre gambe. Non fermiamoci.

8 commenti:

Anonimo ha detto...

La Costituzione sul comodino.

E sul cuore.

Sempre

pangea blu ha detto...

e dunque?

poggio rosso ha detto...

confesso di invidiare chi:
1. crede (ancora) negli ideali.
2. crede (ancora) che la politica possa cambiare il mondo.
3. crede che in italia siano le cd. istituzioni democratiche a comandare.
4. crede che partecipando alle cd. elezioni democratiche possa esprimere il proprio dissenso.
5. crede che partecipando alle cd. elezioni democratiche possa non esprimere il proprio consenso.
6. crede che votando alla cd. destra pagherà meno tasse.
7. crede che votando a sinistra avrà più soldi in busta paga e meno parenti disoccupati.
8. crede che berlusconi è talmente ricco che non ha bisogno di "rubare".
9. crede che i politici di sinistra non siano ricchi.
10. crede che l'italia possa salvarsi.
11. crede il pd sia un nuovo partito.
12. crede che il pdl sia un partito.
13. crede che napoli sia la più bella città del mondo, o d'europa, o d'italia, o del sud, o della campania.
14. crede che i napoletani siano gente allegra ed altruista.
15. crede che la camorra comandi solo nei traffici illeciti ed in alcuni quartieri.
16. crede che il problema dei rifiuti verrà risolto e in pochi anni.
17. crede al miracolo di san gennaro.
18. crede che l'italia sia una e indivisibile.
19. crede che essere chiamati "gggente comune" non sia un offesa.
20. crede che criticando lo scrittore possa smentire lo scritto.

Anonimo ha detto...

Rispondo io al dunque di Pangea.
E, dunque, domenica 13 e 14 come prima cosa diamoci da fare.
Il voto, in questo momento, per quanto sembri a qualcuno un esercizio retorico è un momento fondamentale di democrazia.
Non bisogna cadere nella facile tentazione di dire: "Tanto tutto è immutabile; tutti i politici fanno schifo e a me la politica non interessa".
Sarebbe fin troppo facile:
1) La politica parte da noi e non dagli altri;
2) l'incapacità dei politici non può essere un alibi per rinunciare alla pratica democratica;
3) non si può demandare ad altri la scelta, né consentire di consegnare il Paese in mano di gente che dimostra di essere, ancora una volta, priva di senso dello stato e di offendere i valori fondanti della nostra democrazia.

franco ha detto...

Io penso che domani, 13 e 14 aprile DOBBIAMO dare prova del nostro impegno democratico.
Andando a votare e difendendo a denti stretti la Costituzione che qualcuno (non facciamo il nome...) vuole mettere sotto i piedi.
Da martedì rimbocchiamoci le maniche. E riprendiamo il confronto

Anonimo ha detto...

Spazzati via socialisti e sinistra arcobaleno. E ora?

antonio ha detto...

Questa è la risposta a quanti ci prendevano per pazzi quando invocavamo un dialogo con le istituzioni, dopo avere constatato che i rappresentanti si erano allontanati dai rappresentati, per arroccarsi nelle loro torri dorate

Anonimo ha detto...

sono diversamente abile e con piacere aderisco a questa iniziativ:sono vittima di queste "INCIVILTA'"e frequentemente costretta ad avanzare in mezzo alla strada,affrontando tutti i rischi delle macchine che circolano...questa é una delle TANTE-INFINITE battaglie che noi disabili siamo costretti ad affrontare;tipo:FISIOTERAPIA,ASSIST-ENZA DOMICILIARE e chi più ne ha,più ne metta...Spero,ma non mi illudo che qualcosa si possa realizzare!!!